Come allenare l’intelligenza emotiva: il modello Six Seconds

Come allenare l’intelligenza emotiva: il modello Six Seconds

In questo articolo rispondo alla domanda che sento più spesso: come allenare l’intelligenza emotiva nella vita quotidiana. Parto dal modello scientifico che uso ogni giorno nel mio lavoro.

Qualche mese fa una persona con cui stavo lavorando mi ha fatto una domanda che mi ha accompagnata per settimane: “Ok, capisco cos’è l’intelligenza emotiva. Ma come la alleno davvero, nella mia vita di tutti i giorni?”

Aveva ragione a fare quella domanda. Perché c’è una differenza reale tra capire un concetto e riuscire a integrarlo nel modo in cui reagisci, decidi, ti relazioni con le altre persone. E quella differenza, nella pratica, fa tutto.

Se vuoi approfondire le origini del costrutto e come l’intelligenza emotiva si sviluppa in azienda secondo il modello di Goleman, puoi leggere questo articolo. Qui parto da un punto diverso: cosa significa allenarla davvero, e come funziona il modello scientifico che uso nel mio lavoro come business coach e facilitatrice certificata Six Seconds Italia.

Cos'è Six Seconds e perché ne parlo

Six Seconds è l’organizzazione mondiale che studia, misura e promuove l’intelligenza emotiva da oltre trent’anni, con presenza in 174 paesi e una delle più ampie banche dati di ricerca sull’EQ applicata ai contesti organizzativi e professionali.

Il loro modello non si ferma alla definizione. Identifica otto competenze specifiche, raggruppate in tre aree di sviluppo, ciascuna misurabile attraverso strumenti scientificamente validati come il SEI Assessment. Questa struttura è quello che rende il modello utile nella pratica: indica dove ha senso investire energia per crescere.

Sono certificata Six Seconds per l’utilizzo di questi strumenti e per l’erogazione di percorsi formativi basati sul loro framework. È il sistema su cui lavoro con le persone e con i gruppi ogni giorno.

Le tre aree e le otto competenze del modello Six Seconds

Il modello Six Seconds organizza l’intelligenza emotiva in tre macro-aree, che seguono una progressione logica: prima divento più consapevole di me stessa, poi imparo ad agire in modo più intenzionale, infine oriento le mie azioni verso qualcosa che conta.

Self-Awareness: diventare più consapevoli

La prima area riguarda la capacità di raccogliere accuratamente le informazioni emotive che arrivano dall’interno. Le emozioni sono dati, e questa area allena la capacità di leggerli con precisione.

Comprendere le Emozioni. Identificare e interpretare con accuratezza le emozioni, sia quelle semplici che quelle più complesse e sfumate. Nei contesti ad alta pressione, il ritardo tra l’emozione e la sua rilevazione può essere molto lungo. Accorciarlo è la base di qualsiasi altra competenza.

Riconoscere i Sentieri Emozionali. Osservare le reazioni e i comportamenti ricorrenti: non solo cosa si prova in una singola situazione, ma come certi stati emotivi tendono a ripetersi e a influenzare le scelte nel tempo. I sentieri emozionali sono la mappa dove si trovano i margini di crescita più significativi.

Self-Management: essere più intenzionali

La seconda area riguarda la capacità di passare dalla reazione automatica alla risposta consapevole. Comprende quattro competenze con effetti molto concreti sul modo di lavorare e di relazionarsi.

Utilizzare il Pensiero Sequenziale. Valutare i costi e i benefici delle proprie scelte, considerando la sequenza di effetti che un’azione produce nel tempo. Questa competenza è particolarmente rilevante nei momenti di pressione, quando la tendenza è agire in fretta senza vedere le conseguenze successive.

Navigare le Emozioni. Validare, esplorare e trasformare le emozioni in una risorsa strategica. La paura segnala che qualcosa di importante è in gioco. La frustrazione segnala che qualcosa non funziona come dovrebbe. Imparare a leggere questi segnali invece di aggirarli cambia la qualità delle decisioni.

Trovare la Motivazione Intrinseca. Trarre energia dai propri valori e impegni personali, piuttosto che essere guidati esclusivamente da forze esterne come riconoscimento, valutazioni o pressione sociale. Questa competenza è quella che distingue chi lavora con senso da chi lavora solo con impegno.

Esercitare l’Ottimismo. Assumere una prospettiva proattiva, orientata alla fiducia e alle possibilità anche in contesti difficili. Nel modello Six Seconds, l’ottimismo non ha nulla a che fare con il pensiero positivo o con la negazione della realtà. È la capacità di mantenere una prospettiva che permette di agire invece di bloccarsi.

Self-Direction: avere una direzione

La terza area riguarda la capacità di connettere le proprie azioni a qualcosa di più grande di sé, costruendo relazioni significative e trovando senso nel lavoro.

Far Crescere l’Empatia. Riconoscere, connettersi e rispondere in modo appropriato alle emozioni proprie e altrui. L’empatia nel modello Six Seconds comprende sia la dimensione cognitiva, capire il punto di vista dell’altro, che quella affettiva, sentire con l’altro. La distinzione è importante perché le due forme attivano risorse diverse, con effetti diversi soprattutto nei ruoli di leadership e nei contesti ad alta complessità relazionale.

Perseguire Obiettivi Eccellenti. Collegare le scelte quotidiane con il proprio senso di scopo. Questa è la competenza che dà direzione a tutto il resto e che determina, nel lungo periodo, la qualità dell’impegno e la tenuta nei momenti difficili.

Perché conoscere il modello non significa ancora allenarsi

Puoi leggere questa pagina, capire le otto competenze, riconoscere in quale area sei più solida e in quale meno. Tutto questo è utile. Ma da solo non sposta i pattern.

I pattern cambiano con la pratica ripetuta, con una struttura che sostiene il processo e con un contesto che rende possibile il confronto onesto. La ricerca sul cambiamento comportamentale lo indica con una certa chiarezza: la probabilità di portare a termine un cambiamento significativo aumenta in modo rilevante quando viene condiviso con altre persone, e cresce ulteriormente quando c’è un sistema di accountability strutturato nel tempo.

Questo vale anche per l’intelligenza emotiva. Forse soprattutto per l’intelligenza emotiva, perché le competenze emotive si sviluppano nel momento in cui siamo in relazione con gli/le altri/e, non soltanto quando riflettiamo da soli/e.

Come si allena concretamente l'intelligenza emotiva

Ci sono alcune pratiche che uso spesso nel lavoro individuale e con i gruppi, e che propongo anche come punto di partenza a chi vuole iniziare.

Il check-in emotivo quotidiano. Scegli un momento fisso della giornata, anche solo tre minuti, e rispondi a una domanda: cosa sto provando in questo momento? Poi, se riesci, aggiungi: da dove arriva questa sensazione? Non serve una risposta elaborata. Serve l’abitudine di farsi la domanda, regolarmente, senza giudizio. È la pratica base per sviluppare la prima competenza del modello, Comprendere le Emozioni.

La pausa prima di rispondere. In situazioni ad alta tensione, crea consapevolmente uno spazio tra lo stimolo e la risposta. Anche soli trenta secondi cambiano la qualità di quello che segue. Non si tratta di rallentare per calcolare la risposta giusta, ma di non consegnare la scelta al riflesso automatico.

Nominare l’emozione prima di entrare in una conversazione difficile. “Sono un po’ sulla difensiva in questo momento” detto a voce alta, anche solo a sé stesse, ha un effetto preciso: riduce l’intensità dell’emozione e aumenta la capacità di scegliere come agire. La ricerca in ambito neuroscienze su questo meccanismo è abbastanza consolidata.

Il lavoro con il gruppo. Allenarsi con altre persone che stanno lavorando sulle stesse competenze accelera il processo in modo significativo. Il confronto guidato, la restituzione degli/delle altri/e, il fatto di avere un appuntamento fisso in calendario: sono questi gli elementi che fanno la differenza rispetto al lavorarci da soli/e.

Come accompagno le persone nello sviluppo dell'intelligenza emotiva

Nel mio lavoro utilizzo diversi formati, a seconda di quello che ha più senso per la persona o per il gruppo.

Per chi vuole misurare il proprio profilo di intelligenza emotiva in modo dettagliato e lavorarci con strumenti validati, propongo il SEI Assessment di Six Seconds, che misura le otto competenze del modello e restituisce un feedback narrativo con indicazioni operative di sviluppo.

Per chi vuole allenare l’intelligenza emotiva in un contesto di gruppo strutturato, può trovare un valido spazio in EQ Gym Bookclub: sei settimane di incontri online, un gruppo ristretto di massimo dieci persone, un workbook pratico di Six Seconds e un lavoro individuale tra una sessione e l’altra. Un percorso concreto, pensato per chi cerca la struttura e il contesto giusto per praticare.

Per le professioniste che vogliono approfondire il tema con un’attenzione specifica alla carriera e alla leadership, c’è la Masterclass in Intelligenza Emotiva, un percorso dedicato esclusivamente alle donne, costruito intorno alle domande che emergono con più frequenza nei percorsi di coaching.

Se vuoi capire quale percorso ha più senso per te, puoi scrivermi direttamente o prenotare una call conoscitiva gratuita.

A presto,

Rosy

Rosy Cosco è Business e Career Coach con credenziale ICF, certificata Six Seconds per l’utilizzo di assessment di intelligenza emotiva e per l’erogazione di percorsi formativi basati sul modello SEI. Lavora con professioniste e organizzazioni su temi di sviluppo individuale, group coaching e intelligenza emotiva applicata ai contesti lavorativi.

FAQ

Sì. Strumenti come il SEI Assessment di Six Seconds misurano le otto competenze del modello in modo scientificamente validato, producendo un profilo individuale con dati quantitativi e indicazioni qualitative di sviluppo. La misurazione è il punto di partenza per un lavoro intenzionale, non un'etichetta definitiva.

 

Dipende dal punto di partenza e da quanta pratica si riesce a mantenere nel tempo. Alcune ricerche indicano che cambiamenti comportamentali misurabili possono emergere dopo sei-otto settimane di pratica strutturata. La variabile più importante è la continuità, non l'intensità dei singoli interventi.

Il modello Six Seconds parte dal presupposto che le competenze emotive siano allenabili nel tempo. Non si tratta di tratti della personalità con cui si nasce o meno, ma di abilità che si possono osservare, misurare e sviluppare con la pratica.

Il modello di Goleman descrive le componenti dell'intelligenza emotiva ed è il riferimento teorico più noto. Il modello Six Seconds è stato sviluppato come strumento operativo: non descrive solo cosa sia l'EQ, ma fornisce un processo per allenarla momento per momento nella vita quotidiana. Puoi leggere un approfondimento sul modello di Goleman in questo articolo.

Iscriviti a EmpowHERMint

La newsletter mensile al femminile per dare una ventata di freschezza alla tua carriera!

Mi chiamo Rosy Cosco e accompagno persone e organizzazioni nei loro percorsi di evoluzione, crescita e consapevolezza.
Lo faccio come Career & Business Coach con credenziale ICF, Consulente di Carriera, Facilitatrice di processi collaborativi e Consulente DEI e per la Parità di Genere, con un approccio che mette al centro etica, inclusione e sostenibilità.
Il mio lavoro unisce strumenti concreti e visione strategica, per aiutare professionist* e aziende a raggiungere obiettivi chiari, allineati ai propri valori e orientati all’impatto.
Negli ultimi anni ho supportato centinaia di persone in percorsi di coaching, formazione e consulenza capaci di trasformare le sfide in opportunità di crescita.

Di cosa mi occupo

error: Il contenuto di questo sito è protetto da copyright