Autostima e carriera: il legame con lo sviluppo professionale

Autostima e carriera: il legame con lo sviluppo professionale

Potenziare l’autostima per credere di più in se stesse al lavoro

Non ti senti sicura nel confrontarti sul posto di lavoro. Hai paura del fallimento e di non essere apprezzata. Senti che le tue competenze non sono mai abbastanza e che gli/le altr* siano migliori di te. Non ti apri a nuove esperienze professionali perché credi di non essere abbastanza.

Se queste frasi ti risuonano, oggi sei nel posto giusto.

Chi mi legge da un pò sa bene quanto mi stia a cuore il tema “donne e lavoro”, non perché il mondo femminile abbia bisogno di essere difeso a spada tratta solo per una questione di genere. Ma perché la tendenza delle donne, come affermato anche da un recente studio condotto da un team di psicologi della Griffith University (Australia) e pubblicato su Frontiers in Psychology, è quella di sottovalutare la propria intelligenza, le proprie capacità e competenze.

In media, le donne possiedono una bassa autostima e ne subiscono i risvolti negativi anche quando si tratta di carriera e sviluppo professionale. Diventa quindi fondamentale offrire un supporto concreto nei processi di consapevolezza ed empowerment, per la maturazione di una percezione di sé e del proprio valore realistica e positiva che ha impatto sulla fiducia e sulla percezione dei propri meriti.

Cos'è l’autostima e perché è essenziale sul posto di lavoro?

Nel libro “I 6 pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden, questa viene definita come la capacità di fidarsi della propria mente e la percezione di meritare la felicità.

Un concetto che unisce due importanti concetti: quello della razionalità e quello del cuore.

Non siamo esseri esclusivamente razionali. Anche quando siamo consapevoli delle nostre potenzialità, spesso rimaniamo intrappolate nelle nostre convinzioni limitanti. La fiducia in sé non deriva solo dallo sviluppo di conoscenze e competenze pratiche, né si costruisce cercando il perfezionismo ed evitando l’errore. Come afferma Nathaniel Branden, avere autostima non significa essere le migliori, le più brave, o le più capaci. Significa vivere consapevolmente, accettare se stesse, assumersi la responsabilità delle proprie scelte, affermare se stesse, porsi obiettivi e lottare per raggiungerli.

L’autostima permette di dar vita a delle esperienze e per questo è il fondamento della casa su cui costruiamo il nostro percorso di vita e di sviluppo professionale.

In generale, avere un’alta autostima significa:

  • saper ammettere i propri difetti, senza che questi compromettano la visione positiva di se stesse;
  • sapersi apprezzare confrontandosi con i propri risultati, e non con quelli degli altri;
  • vivere il fallimento come la “non riuscita momentanea” nel raggiungimento di un obiettivo, senza pensare di “essere una fallita”. 

L’autostima è quindi la valutazione complessiva che diamo di noi stesse e la percezione del nostro valore in quanto persone. 

L’autostima sul posto di lavoro è importante perché apre porte e opportunità. Una persona sicura di sé è una persona che può raggiungere i suoi obiettivi, che può coltivare interessi diversi, capace di vivere nuove esperienze professionali con una mentalità sicura ed energica.

Ma perché è così difficile sviluppare l’autostima?

Perché è così difficile sviluppare l’autostima e come influenza la carriera?

È importante innanzitutto specificare che l’autostima non è qualcosa che si possiede di default. Ci sono persone che sicuramente incontrano meno difficoltà nello sviluppare una buona fiducia in sé, ma resta il fatto che si tratta di un processo di auto apprezzamento che richiede tempo e impegno. 

Parlando del contesto lavorativo, ci sono diversi fattori che influiscono sulla bassa autostima

  • Il genere. Per riprendere la citazione dello psicologo Adrian Furnham: “l’arroganza maschile è il vero problema dell’umiltà femminile”: gli stereotipi di genere e il pregiudizio che pone la donna in un condizione di inferiorità (intellettiva ed emotiva) rispetto al genere maschile sono purtroppo ancora molto diffusi.
  • Scarso focus sui risultati. Riconoscere il proprio lavoro e gli obiettivi raggiunti richiedere consapevolezza e conoscenza di sé. Fin da piccole ci viene inculcata l’idea del “lascia che siano gli altri a giudicare se sei brava”; ecco perché godere di un buon risultato e darsi la fatidica “pacca sulla spalla” viene spesso confuso con un atto di presunzione e poca umiltà. Questo atteggiamento ci porta a passare all’altro la responsabilità di dirci se valiamo oppure no, limitando la capacità di riconoscere in autonomia il proprio valore.
  • Eccessivo focus sugli insuccessi passati. Restare aggrappate a esperienze passate negative ci porta a chiuderci in una zona di comfort disfunzionale, in cui non sono ammessi nuovi tentativi. Si innesca così la tendenza a procrastinare le attività professionali che ci fanno più paura, a fuggire da quel confronto che vorremmo, a lasciare intentate le strade che non ci danno abbastanza sicurezza. 
  • La produttività estremizzata. Quando i ritmi sono elevati e il carico di lavoro non viene valutato correttamente, ci si sente poco efficaci nello svolgimento dei propri compiti ed è comune sentire di essere bersagliate dalle richieste che arrivano dall’esterno e che non riusciamo a gestire. 

Siamo inclini a dubitare di noi stesse,  soprattutto sul posto di lavoro. Ed è un cane che si morde la coda: meno credi in te stessa, meno avrai successo nei contesti per te importanti; meno avrai successo, più ti sentirai insicura. 

L’impatto dell’autostima sullo sviluppo di carriera

L’autostima ha un impatto significativo su 4 aspetti fondamentali per la carriera.

1. Competenze

La mancanza di fiducia in se stesse porta a non apprezzare le proprie capacità, causando spesso lo sviluppo della Sindrome dell’impostore. Ci si sente poco efficaci, si ha sempre paura di non essere abbastanza pronte e di venire smascherate per la propria incompetenza. Tutto questo conduce a un perfezionismo disfunzionale, artefice del tentativo di raggiungere un ideale di perfezione che non appartiene a questo mondo e che provoca un costante senso di frustrazione.

2.  Relazioni

La bassa autostima è causa dell’incapacità di mettere dei confini nelle relazioni professionali con gli/ le altr*, che sfociano spesso nel personale e rendono difficile dire no, essere assertive, manifestare i propri bisogni e limitare la propria disponibilità per paura di risultare gradevoli.

3.  Atteggiamenti

Non credere in se stesse limita la fiducia nel futuro e ci tiene ingabbiate in un presente che non risuona più con noi. L’autostima bassa ci mette in difficoltà quando si tratta di “andare oltre” la propria zona di comfort, di ampliarla per aprirsi a nuove esperienze, chiudendoci nei confini che già conosciamo anche quando questi non ci rendono felici.

4.  Valore

Credere in se stesse ha un impatto sul valore che ci attribuiamo, anche dal punto di vista economico. Riconoscere il proprio valore significa imparare a chiedere ciò che ci spetta in funzione delle competenze che possediamo, delle prestazioni che eroghiamo e dell’impatto del proprio lavoro.

Ma come fare, quindi, per sviluppare un grado di autostima tale da permetterti di esprimerti al meglio sul lavoro e nel contesto di vita quotidiana?

Fiducia in se stesse e autostima lavorativa: come svilupparle

Lavora sul tuo dialogo interiore

Come ti rivolgi a te stessa?

Il dialogo interiore è la conversazione più importante che avviene nella nostra quotidianità, eppure capita spesso di rivolgersi a se stesse con parole sgradevoli, taglienti e cattive.

Insomma, pensa al modo in cui ti parli ogni giorno: rivolgeresti gli stessi pensieri e le stesse parole a una persona cara?

Spesso sottovalutiamo l’impatto del dialogo interno nella nostra vita, dimenticando che è il primo responsabile delle nostre decisioni e azioni. Modificare il modo in cui ci parliamo, innescando un dialogo positivo con noi stesse, ci permette di contrastare le convinzioni limitanti e ridurre il giudizio del critico interiore.

Un dialogo interiore sano e positivo è propedeutico per riuscire a esprimere tutto il nostro potenziale, diventando consapevoli delle emozioni che proviamo e dei nostri pensieri.

Lavora sui tuoi punti di forza e migliora le tue aree più deboli

Per riconoscere il nostro valore e potenziare l’autostima dobbiamo imparare a riconoscere e lavorare sui nostri punti di forza. 

Si tratta di un aspetto cruciale dello sviluppo personale e professionale perché permette di liberare il potenziale interiore e i talenti, con l’obiettivo di metterli al servizio del proprio successo. Comprendere quali sono i propri punti di forza significa acquisire il potere di sfruttarli a proprio favore per superare sfide, prendere decisioni intenzionali e consapevoli e trovare opportunità allineate a sé, in cui poter esprimere pienamente se stesse.

L’autostima è una questione di consapevolezza. Comprendere ciò in cui si è brave, oltre a permettere di acquisire la sicurezza di cui si ha bisogno per crescere professionalmente e gestire le relazioni in modo efficace, aiuta a identificare le aree su cui è ancora possibile migliorare, consapevole che si possiedono tutte le risorse per farlo.

Inizia a riconoscere il tuo podio

Proprio così. Ogni persona ha il proprio podio personale e il primo posto e solo il punto di arrivo del confronto con se stesse.

Credere in sé non significa avere sempre successo e, soprattutto, non significa che il tuo successo debba dipendere da quello altrui. Il legame tra autostima e carriera si basa proprio su questo concetto: lavorare in una direzione che conduce alla crescita e al miglioramento continuo, e in cui il confronto è solo ed esclusivamente con chi si è oggi e con chi si desidera diventare domani.

Si tratta di cambiare prospettiva e riconoscere i meriti in funzione del proprio percorso e dei passi compiuti.  

Circondati di persone positive

Quando affrontiamo un percorso abbiamo bisogno dei giusti alleati. Sviluppare l’autostima è a tutti gli effetti un processo di apprendimento, per questo, circondarsi di persone che ci motivano e ci sostengono è un’opportunità per ricevere riconoscimento e sviluppare un reale senso di competenza.

È importante ricercare il sostegno dalle persone giuste, collegh*, amici, amiche o un/una coach professionista che ti supporti nel percorso di scoperta delle tue potenzialità e di potenziamento della tua autoefficacia.

Conclusioni

Potenziare l’autostima e sfruttarla sul posto di lavoro è un passaggio chiave per aprirsi a nuove opportunità e raggiungere il proprio equilibrio personale e professionale. Maturare una buona fiducia in sé permette di coltivare interessi, vivere nuove esperienze e affrontare le sfide con una mentalità sicura ed energica, impattando notevolmente sulla carriera e sullo sviluppo professionale.

Se anche tu desideri migliorare la tua autostima sul lavoro per sentirti più sicura e accrescere le tue opportunità di carriera, scopri i miei percorsi di coaching per donne e sblocca il tuo potenziale per raggiungere i tuoi obiettivi professionali più ambiziosi!

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Mi chiamo Rosy Cosco e accompagno persone e organizzazioni nei loro percorsi di evoluzione, crescita e consapevolezza.
Lo faccio come Career & Business Coach con credenziale ICF, Consulente di Carriera, Facilitatrice di processi collaborativi e Consulente DEI e per la Parità di Genere, con un approccio che mette al centro etica, inclusione e sostenibilità.
Il mio lavoro unisce strumenti concreti e visione strategica, per aiutare professionist* e aziende a raggiungere obiettivi chiari, allineati ai propri valori e orientati all’impatto.
Negli ultimi anni ho supportato centinaia di persone in percorsi di coaching, formazione e consulenza capaci di trasformare le sfide in opportunità di crescita.

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