Sviluppare le soft skill per favorire la crescita professionale

Sviluppare le soft skill per favorire la crescita professionale

Crescita professionale: 5 soft skill da sviluppare

La crescita professionale ha rilevanza crescente all’interno delle aziende, e non è un caso. Basti pensare che uno dei motivi che ha caratterizzato il fenomeno delle Great Resignation (“le Grandi Dimissioni”) nel 2022, è stata proprio l’assenza di opportunità di carriera e di piani di sviluppo strutturati, pensati per facilitare e promuovere la crescita professionale delle persone coinvolte. 

Sebbene le competenze tecniche siano fondamentali per ricoprire il proprio ruolo, sono le soft skill a definire il modo di lavorare, la capacità di relazionarsi agli/ alle altr* e di crescere all’interno dell’azienda. Proprio per questo si parla di competenze trasversali: le abilità che non fanno riferimento a capacità tecniche o conoscenze specifiche, ma chiamano in causa tutti gli aspetti di personalità e le attitudini che ognun* di noi utilizza nei contesti frequentati quotidianamente, compreso l’ambiente di lavoro.

Il percorso di crescita professionale non dipende, quindi, solo dallo sviluppo della persona in termini di competenze tecniche, strettamente legate al ruolo ricoperto in azienda, ma anche e soprattutto dallo sviluppo di soft skill che consentono di dare un contributo positivo al team e all’organizzazione nel suo complesso. 

Percorso di crescita professionale: perché è importante

Secondo i dati emersi dalla Randstad Employer Brand Research, condotta su un campione di oltre 6.500 italiani, la crescita professionale è punto focale per il 65% dei/ delle lavoratori/ lavoratrici, equivalente a due risorse su tre.

Ma anche per i/ le manager, offrire la possibilità di sviluppo professionale e delineare piani di carriera, in linea con le aspirazioni delle persone, è diventato essenziale per attrarre e trattenere i/ le collaboratori/ collaboratrici, e rispondere a nuove esigenze e aspettative professionali (2018 Workplace Learning Trends).

Come favorire la crescita professionale con lo sviluppo delle soft skills

Come afferma Randstad, la valorizzazione delle persone si concretizza attraverso le aziende che guidano e sostengono le risorse in un processo di acquisizione della consapevolezza di sé, delle proprie capacità e degli obiettivi. In un percorso di crescita professionale capace di produrre un impatto positivo sia per le persone, riconosciute per le loro ambizioni, sia per il business aziendale, che godrà di risorse più motivate e produttive.

Occorre quindi puntare su competenze nuove e applicabili in più contesti.

Vediamo insieme cosa sono le soft skill e quali occorre sviluppare per favorire la crescita professionale.

Crescita professionale e soft skill: cosa sono le competenze trasversali?

Le soft skill sono attributi personali che consentono all’individuo di interagire in modo efficace con il contesto circostante. Secondo il National Association of Colleges and Employers (NACE), possiamo racchiudere le competenze trasversali sotto tre elementi chiave: abilità personali, abilità sociali e attributi di carriera personale. Elementi che, nel contesto aziendale, definiscono il modo di lavorare, la propensione alla cooperatività e l’attitudine ai compiti da svolgere.

Il significato delle soft skill è per definizione opposto a quello delle competenze “hard”: mentre queste ultime sono tecniche e acquisibili mediante lo studio, le prime derivano dalla personalità e sono quindi più difficili da acquisire. Tuttavia, poiché le competenze trasversali non sono legate a professioni specifiche, rappresentano abilità altamente trasferibili, e ogni collaboratore/ collaboratrice ha la possibilità di svilupparle e affinarle per favorire la propria crescita professionale.

Quindi, quali sono le soft skill più richieste dalle aziende

Quali sono le competenze trasversali per favorire la crescita professionale?

1. Intelligenza emotiva

Il concetto di intelligenza emotiva viene sviluppato nel 1995 dallo psicologo Daniel Goleman, nel suo libro “Intelligenza emotiva: che cos’è e perché può renderci felici“.  Si tratta di un costrutto che fa riferimento alla capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli/ delle altr*, di instaurare rapporti sociali positivi, prendere decisioni in linea con le proprie motivazioni e mantenere un livello di autostima adeguato.

L’intelligenza emotiva è composta da cinque elementi chiave (“cinque pilastri”):

  • Consapevolezza di sé
  • Autoregolazione
  • Motivazione
  • Empatia
  • Abilità sociale.

Dal punto di vista professionale, questa soft skill (o meglio, insieme di competenze) può essere ricondotta ad alcune abilità fondamentali:

  • riconoscere e navigare le proprie emozioni al fine di prendere decisioni intenzionali sul posto di lavoro (e non solo);
  • costruire relazioni positive con gli/ le altr*;
  • entrare in empatia (con se stess* e con gli/ le altr*);
  • dare e ricevere feedback in modo efficace e costruttivo.

Come afferma l’analisi Hiring For Attitude, l’intelligenza emotiva, la motivazione e il temperamento sono molto più predittivi della crescita professionale dei/ delle collaboratori/ collaboratrici, rispetto alle abilità tecniche (inoltre, è interessante sottolineare che “l’intelligenza emotiva predice il 55% delle performance”, fonte Six Seconds). Queste ultime, infatti, contano davvero solo se il/ la collaboratore/ collaboratrice è apert*al miglioramento, alla relazione con gli/ le altr* e ha un’attitudine adeguata ai compiti da svolgere. L’importanza dell’intelligenza emotiva in ambito lavorativo, quindi, non può essere sottovalutata poiché rappresenta una variabile fondamentale per la crescita e per il successo sul lavoro.

2. Propensione al miglioramento e alla crescita continua

Personalità, comportamenti e ambizioni non dipendono solo da caratteristiche o abilità innate, ma soprattutto dal mindset, ossia dal modo in cui un individuo si approccia agli obiettivi.

Qualsiasi lavoro presuppone ostacoli da superare, difficoltà e situazioni frustranti. Per questo, saper mantenere un mindset orientato alla crescita e al miglioramento è la chiave dello sviluppo professionale. In linea con questa visione, la psicologa Carol Dweck promuove il concetto di mentalità dinamica (“Growth Mindset”), per cui il rischio diviene elemento essenziale per l’apprendimento e la messa in atto di azioni costruttive, e l’errore rappresenta una guida e un’opportunità per crescere, sia nel lavoro che nella vita (Carol Dweck, 2022).

3. Antifragilità

L’antifragile è il principio formulato da Nassim Nicholas Taleb (2012), riferito “all’attitudine di alcuni sistemi a modificarsi e migliorare di fronte a sollecitazioni, fattori di stress, volatilità, disordine”.

A differenza della persona resiliente, capace di resistere agli shock rimanendo identica a se stessa, l’antifragile tende al miglioramento (Antifragile: prosperare nel disordine” (2013)). 

Nello specifico, l’antifragilità è una soft skill caratterizzata da (Antifragility Questionnaire (AFQ), Giunti 2019):

  1. adattamento proattivo: capacità di reagire in modo proattivo di fronte a imprevisti e in contesti insoliti, modificando il proprio comportamento e attivando risorse nuove per risolvere problemi; 
  2. evoluzione agonistica: tendenza al cambiamento e ad affrontare nuove sfide, in vista di nuove opportunità;
  3. equilibrio emotivo: capacità di riconoscere e regolare le proprie emozioni, per gestire al meglio se stess* e il contesto circostante;
  4. distruttività consapevole: capacità di superare consapevolmente i blocchi psicologici che impediscono di vedere nuove opportunità, grazie all’attivazione di processi di pensiero divergente.

Si tratta quindi di un’abilità fondamentale nella vita personale, tanto quanto nella vita professionale, poiché apre a un modo nuovo di concepire le difficoltà, non più intese come qualcosa a cui dover resistere, ma come un’opportunità di crescita e sviluppo.

4. Apertura al feedback

L’apertura al feedback è correlata al livello di sviluppo dell’intelligenza emotiva e ha un valore predittivo per il successo di un percorso di crescita professionale. Ricevere e accettare positivamente un riscontro sul lavoro svolto, infatti, consente di sviluppare le proprie capacità, di comprendere le aspettative aziendali e di agire sulle proprie aree di miglioramento. 

Essere aperti al feedback significa adottare una mentalità di crescita focalizzata sulle soluzioni, piuttosto che sulle criticità, e proiettata al di fuori della propria zona di comfort.

5. Creatività

Secondo il rapporto Future Of Jobs del World Economic Forum (2020) la creatività è da considerarsi tra le prime cinque abilità più importanti per il futuro. Le aziende, infatti, hanno sempre più bisogno di persone che sappiano trovare soluzioni innovative per risolvere i problemi.

Stefan Mumaw, autore di diversi libri sul pensiero creativo, lo definisce proprio come la capacità di risolvere i problemi con rilevanza e innovazione, ossia trovare e fornire soluzioni concrete e originali, non ancora testate e diverse da quel che si aspetta (Carol Dweck, (2022).

La creatività non è quindi una soft skill innata. Seppur alcune persone sono naturalmente più creative di altre, ognun* può apprendere questa abilità, imparando ad andare oltre le soluzioni pre-impostate e spingendosi verso idee e metodi nuovi.

L’importanza delle competenze trasversali per la crescita professionale in azienda

Come abbiamo anticipato, a differenza delle hard skill, le competenze trasversali non possono essere apprese attraverso lo studio ma, piuttosto, sono il frutto delle proprie caratteristiche personali ed esperienze passate, ed emergono all’interno di un contesto favorevole al loro sviluppo. Proprio per questo, manager e imprese dovrebbero offrire a collaboratori e collaboratrici la possibilità di formare e migliorare le competenze trasversali, al fine di implementare percorsi di crescita professionale. 

Se desideri sviluppare al meglio le soft skill dei/ delle tuoi/ tue collaboratori/ collaboratrici, scopri i miei percorsi di Coaching (individuali e/o di team), e capiamo insieme in che modo puoi sostenerli nei loro percorsi di crescita professionale e personale.

A presto,

Rosy

Fonti:

  • Daniel Goleman, (2011). Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici. Rizzoli.
  • Carol Dweck, (2022). Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo. Franco Angeli.

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Ciao, sono Rosy, Business CoachCareer Coach, Consulente di Carriera, Assessor in Intelligenza Emotiva e formatrice, specializzata in empowerment individuale, femminile e organizzativo, membro e coach accreditata dell’International Coaching Federation. Mi occupo di Women Empowerment Coaching, percorsi di coaching per donne professioniste, dedicati all’empowerment femminile, allo sviluppo di carriera e alla leadership, Performance & Business Coaching, percorsi di coaching per aziende pensati per facilitare la creazione di ambienti di lavoro equi e sostenibili e assessment scientificamente validati di Intelligenza Emotiva.

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