Intelligenza Emotiva: come svilupparla in azienda

Intelligenza Emotiva: come svilupparla in azienda

Daniel Goleman e l'intelligenza emotiva: cos’è e quali sono i pilastri

I primi a introdurre il concetto di intelligenza emotiva (IE) furono i professori Peter Salovey e John D. Mayer che, all’interno della rivista “Imagination, Cognition and Personality”, pubblicarono l’articolo intitolato “Intelligenza emotiva”.

I due studiosi definirono questo costrutto come la capacità di controllare sentimenti ed emozioni proprie e altrui. L’obiettivo è utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.

Una definizione che, successivamente, viene sviluppata e arricchita dallo psicologo Daniel Goleman il quale, nel 1995, pubblica il libro “Intelligenza emotiva: che cos’è e perché può renderci felici“. Secondo l’autore, l’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Serve per comunicare in modo efficace, sviluppare empatia e superare sfide, conflitti e situazioni di stress.

Da un punto di vista pratico, Goleman sostiene che sviluppare l’IE significa riconoscere che le emozioni guidano il comportamento. Per questo devono essere gestite consapevolmente, per costruire relazioni più forti e avere successo nella vita e nel lavoro.

Secondo Goleman, l’intelligenza emotiva è costituita da alcune competenze fondamentali per il nostro benessere personale e sociale, riassumibili in cinque pilastri.

Nello specifico, le cinque componenti dell’intelligenza emotiva per Goleman sono: 

  1. Autoconsapevolezza
  2. Autoregolamentazione
  3. Motivazione
  4. Empatia
  5. Abilità sociali

Vediamole nel dettaglio.

Le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva di Goleman

Autoconsapevolezza

La consapevolezza di sé indica il livello di coscienza circa il proprio stato emotivo. Essere consapevoli significa saper riconoscere ed esprimere i propri sentimenti in modo aperto, conoscere i propri punti di forza e le aree di miglioramento, avere fiducia in se stesse/i e sulla possibilità di realizzarsi. Chi è realmente consapevole di sé sa dove sta andando e perché.

L’autoconsapevolezza è quindi la capacità di riconoscere un’emozione nel momento in cui si presenta, senza lasciarsi sovrastare da essa e affrontandola in modo proattivo (è per questo motivo che, come vedremo al punto successivo, si parla sempre più spesso di navigare o – ancora meglio – lasciare fluire le proprie emozioni). 

Autoregolamentazione

Imparare a gestire le proprie emozioni non significa controllarle, ma incanalarle verso fini costruttivi, evitando che queste si trasformino in comportamenti disfunzionali. Gestire le emozioni senza lasciare che prevalgano sui pensieri e sulle azioni permette di agire nel pieno del proprio autocontrollo e adattarsi anche a circostanze mutevoli.

Rientrano tra le competenze dell’autoregolamentazione: l’autocontrollo emotivo, l’adattabilità, la riuscita e la visione positiva.

Motivazione

La motivazione è la capacità di guidare se stesse/i verso il raggiungimento dei propri obiettivi, mantenendo un atteggiamento positivo e focalizzato. ‍

Empatia

Il concetto di empatia fa riferimento alla capacità di percepire e riconoscere i sentimenti degli/ delle altri/e, di sintonizzarsi emotivamente e adottare il loro punto di vista. Secondo Goleman, chi possiede un buon livello di empatia è più propenso all’ascolto, più attento agli aspetti verbali e non verbali della comunicazione, e meno condizionato dai pregiudizi. ‍

L’empatia, insieme alla consapevolezza di sé, rientra nella categoria denominata “consapevolezza sociale”.

Abilità sociali

Le abilità sociali consentono di gestire in modo adeguato le emozioni nelle relazioni e di interpretare le situazioni sociali. In particolare, tra queste abilità rientrano la capacità di avere influenza, di comunicare in modo efficace, di gestire i conflitti, di cooperare in team ed essere un/ una buon/ buona leader.

Ognuna di queste componenti permette di rimanere sempre in contatto con il proprio mondo interiore emozionale e di vivere in armonia con se stess* e con gli/ le altr*, instaurando rapporti interpersonali positivi e affrontando situazioni e conflitti in modo funzionale. 

Ma in pratica, a cosa serve lo sviluppo dell’intelligenza emotiva all’interno dei luoghi di lavoro

Intelligenza emotiva in azienda: quali sono i vantaggi

Quello dell’intelligenza emotiva in azienda è un tema sempre più discusso, poiché elemento di vitale importanza per il corretto funzionamento delle organizzazioni. Secondo lo studio ”The Bar-On Model of Emotional-Social Intelligence (ESI)”, infatti, l‘intelligenza emotiva e la capacità della persona di utilizzare le informazioni emotive in modo significativo, è un fattore cruciale per sostenere le prestazioni a lungo termine all’interno della realtà lavorativa. Secondo questa ricerca, l’IE predice la qualità delle prestazioni meglio delle abilità tecniche, delle conoscenze e dell’esperienza (V. Urch Druskat, G. Mount, F. Sala, 2005). 

“Il capo veterano è un fossile del passato; il futuro del mondo aziendale è tutto dalla parte del virtuoso delle abilità interpersonali."

A conferma dell’importanza di questa skill, anche il World Economic Forum ha inserito l’intelligenza emotiva tra le 10 soft skill più ricercate nel mondo del lavoroLe persone emotivamente intelligenti sanno identificare le emozioni e autoregolarsi. Riescono ad adattare le proprie risposte al contesto, mettendo in atto comportamenti più efficaci.

Perché l'intelligenza emotiva è strategica per le organizzazioni

Per le aziende diviene quindi sempre più importante costruire realtà lavorative incentrate sulla persona e sulle sue emozioni, in cui la priorità è favorire lo sviluppo di competenze personali ed emotive, come empatia, capacità di comunicazione e di ascolto, fondamentali per sviluppare nuovi modelli di leadership, migliorare l’organizzazione e l’efficienza delle risorse umane.

Sviluppare l’intelligenza emotiva migliora il clima aziendale e favorisce il coinvolgimento e la collaborazione tra colleghe e colleghi. Aumenta anche la produttività, grazie alla creazione di ambienti orientati all’ascolto, alla comprensione reciproca e alla fiducia.

Come afferma lo stesso Goleman nel suo libro “Essere leader. Guidare gli altri grazie all’intelligenza emotiva”, è ormai tramontata l’epoca in cui le emozioni sono considerate irrilevanti ai fini aziendali. Oggi le organizzazioni, di qualunque natura e dimensione, devono coltivare leader in grado di generare la risonanza emozionale che consente a ciascun* di realizzare il proprio potenziale.

In che modo le organizzazioni possono favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva?

Competenze di intelligenza emotiva: come le aziende possono aiutare le persone a svilupparle

L’intelligenza emotiva rappresenta sicuramente un set di competenze importanti, ma necessita di essere costantemente allenata, proprio come se fosse un muscolo. Ecco perché non basta conoscere che cos’è l’IE e quali sono le sue caratteristiche, ma è fondamentale che le aziende rivestano un ruolo attivo nell’attuazione di strategie che possono aiutare le persone a svilupparla e allenarla concretamente.

Due elementi chiave per favorire lo sviluppo delle competenze di intelligenza emotiva in azienda sono:

  • la formazione;
  • i percorsi di coaching individuali, di team o di gruppo, che prevedono l’utilizzo di specifici assessment, creati per mappare e misurare le competenze di IE dei singoli e dei team, al fine di lavorare al loro sviluppo.
Se ti stai chiedendo come funziona concretamente l’allenamento dell’intelligenza emotiva e quale modello scientifico puoi seguire, ho scritto un approfondimento specifico: Come allenare l’intelligenza emotiva: il modello Six Seconds.

Formazione aziendale sull’intelligenza emotiva

In qualsiasi contesto aziendale, la formazione destinata al management e ai/ alle collaboratori/ collaboratrici è fondamentale per garantire la massima efficacia nello sviluppo dell’intelligenza emotiva. Essere consapevoli dell’importanza di riconoscere e gestire le proprie emozioni, è infatti un punto di partenza per sviluppare concretamente la capacità di costruire relazioni più sane e avere successo nel lavoro, favorendo la propria crescita professionale e personale. 

I momenti di apprendimento all’interno dell’azienda sono infatti uno strumento molto utile per favorire lo sviluppo, in primo luogo delle persone, e in secondo luogo dell’organizzazione stessa.Fare formazione in azienda significa investire sulle persone. Si aumentano così le competenze del singolo e del team. Per questo, il risultato di un percorso formativo non riguarda  esclusivamente l’evoluzione professionale delle risorse umane, ma anche la crescita del business aziendale.

Dedicare momenti di formazione sull’intelligenza emotiva aiuta le persone a prendere consapevolezza dei propri modi di agire ricorrenti. Attraverso l’osservazione e il feedback, si offrono strumenti concreti per esplorare nuove modalità di pensiero e di azione. Attraverso l’attività formativa, quindi, è possibile favorire la costruzione di una vera e propria cultura aziendale, oltre che l’accrescimento del livello di know-how e del sentimento di co-partecipazione agli obiettivi aziendali.

Percorsi di coaching e assessment di intelligenza emotiva

Il coaching aziendale è uno strumento utile per curare lo sviluppo personale e professionale delle persone in azienda, per aiutarle a sviluppare il potenziale inespresso e coltivare le soft skill necessarie a condurre una vita professionale efficace ed efficiente.

Offrire percorsi di coaching individuali o di team aiuta a sviluppare l’intelligenza emotiva. Migliora le attività di ciascuna persona e favorisce la sostituzione di atteggiamenti poco funzionali con risposte più consapevoli.

Inoltre, i percorsi di coaching in azienda prevedono l’applicazione di un approccio sistemico che, grazie all’utilizzo di specifici assessment, permette di tracciare la presenza di soft skill in modo strutturato e di mappare/ misurare le competenze di intelligenza emotiva dei singoli e dei team di lavoro, al fine di aiutare le aziende a comprendere le aree su cui è necessario intervenire.

Cosa misurano gli assessment di intelligenza emotiva

Un esempio di assessment, è la suite di assessment di Six Seconds. Six Seconds Emotional Intelligence Assessments (SEI Assessment), è una linea di strumenti progettati e validati scientificamente per supportare le persone e le organizzazioni nello sviluppo delle competenze emotive, relazionali e sociali.

Grazie a questo strumento è possibile:

  • Valutare il quoziente emotivo della persona in relazione a tre aree principali: self awareness, riguarda la consapevolezza di sé; self management, riguarda la gestione di se stessi/e, e self direction, riguarda la capacità di allineare le proprie scelte quotidiane con un senso più ampio.
  • Valutare l’emotional performance, ossia come la persona viene percepita dall’esterno da colleghi/e e collaboratori/trici.
  • Valutare il Brain Profile, ossia le modalità in cui il cervello elabora le informazioni emotive e cognitive.

In generale, quindi, gli assessment restituiscono output veloci e di facile lettura, capaci di fornire preziose informazioni sul livello di sviluppo dell’intelligenza emotiva delle proprie risorse e sulle aree di miglioramento che necessitano di interventi mirati, attuabili proprio grazie ai percorsi di coaching e a specifici momenti di formazione.

Se anche tu desideri sviluppare le competenze di intelligenza emotiva dei/ delle tuoi/ tue collaboratori/trici, e vuoi avviare un percorso di coaching che integri l’utilizzo di specifici assessment e momenti di formazione sull’IE, scopri i miei percorsi.

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rosy cosco business coach milano

Mi chiamo Rosy Cosco e lavoro con professioniste, leader, team e organizzazioni che vogliono crescere senza perdere se stesse/i lungo la strada.

Sono Career, Business e Group Coach con credenziale ICF, certificata Six Seconds per gli assessment di intelligenza emotiva, facilitatrice di processi collaborativi e consulente DEI e Parità di Genere. Negli ultimi anni ho accompagnato centinaia di persone in percorsi di coaching, formazione e consulenza – individualmente e in gruppo.

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