Negoziare lo stipendio in azienda: come prepararsi al meglio

Negoziare lo stipendio in azienda: come prepararsi al meglio

Negoziare lo stipendio in azienda partendo dal lavoro su di sé

Quante volte ti è capitato di lamentarti del fatto di non essere riconosciuta dalla tua azienda?

Lavori per la tua realtà organizzativa da tanto tempo, nessun* sembra accorgersi di te e hai la sensazione che la tua posizione e i tuoi benefit restino invariati ormai da anni. In pratica, nonostante il tuo impegno, il salto di carriera che desideri non arriva mai.

Ti ripeti continuamente: “Merito un aumento”, “Vorrei una promozione e più responsabilità”, “I miei colleghi vanno avanti e io no”.

Sono tutte considerazioni lecite e la consapevolezza di non riuscire a concretizzarle è un bel fardello da portare con sé.

Lascia però che ti ponga una domanda: hai mai chiesto davvero un aumento?

Perché se è vero che in alcuni casi le circostanze rendono impossibile la progressione nel proprio sviluppo di carriera, è anche vero che in tantissime occasioni siamo proprio noi ad auto-limitarci ancor prima di aver provato ad avanzare le nostre richieste.

Ti ho fatto questa domanda perché, indipendentemente dalle accortezze di cui a breve parleremo, senza il coraggio di alzare la mano e far presente che siamo cresciute e le nostre esigenze sono mutate non ci sarà alcun cambiamento.

Negoziare lo stipendio in azienda presuppone innanzitutto “chiedere”. Quindi, prova a domandarti: “Ho mai chiesto apertamente un aumento di stipendio, o lo sto aspettando passivamente?

La cosa importante da sapere è che non ci sono “formule magiche”, quella della negoziazione è sicuramente una skill che si può coltivare, ma non è di tecniche che voglio parlare qui. Dietro alla volontà di negoziare lo stipendio ci sono tanti aspetti che riguardano la persona, i suoi obiettivi, la percezione positiva o negativa che ha di sé,  la capacità di esprimere al meglio se stessa e il proprio valore. Non si tratta solo di tecniche e manuali da seguire.

Le opportunità di crescita professionale ci sono, anche quando tutto sembra piatto e immutabile, ma bisogna essere pronte a riconoscerle e a coglierle senza timore.

In che modo?

Prima di negoziare lo stipendio fai un bilancio di competenze

La prima cosa da fare per chiedere un aumento di stipendio è fare un bilancio di competenze.

In cosa consiste?

Si tratta di un modello di analisi utile a mappare le proprie conoscenze e abilità. Attraverso una serie di esercizi, lo strumento aiuta a riflettere in modo profondo sul proprio percorso professionale e su tutte le attività svolte in precedenza, permettendo di conoscere meglio se stesse per capire come muoversi nel mondo del lavoro, costruendo un proprio progetto di crescita. 

Perché è utile?

Il bilancio di competenze permette di fare chiarezza su diversi punti:

  • cosa effettivamente si sa fare e in che modo questo può portare valore alla propria realtà organizzativa;
  • quali sono le proprie potenzialità e le competenze da notificare all’azienda;
  • quali strumenti si possiedono e possono essere sfruttati nel proprio percorso di crescita professionale: significa avere una visione più chiara della meta e di come raggiungerla.

Essere consapevoli delle proprie competenze e abilità è un passaggio fondamentale per superare l’ostacolo del “chiedere” di cui parlavamo prima. Acquisire la capacità di autovalutazione significa, infatti, assumersi la piena responsabilità del proprio sviluppo e delle azioni con cui si sceglie di scendere in campo per raggiungere i propri obiettivi sul lavoro. Essere consapevoli di ciò che si sa fare è quindi utile per ricollocarsi, intraprendere nuove strade professionali e cogliere occasioni di avanzamento.

Prendi consapevolezza del tuo valore

Se non riconosciamo noi per prime il nostro valore, come pensiamo che lo facciano gli/ le altr*?

Lo so, è una frase che avrai già sentito dire. Ma nella sua semplicità racchiude il senso di un discorso sicuramente più ampio.

Il fatto è che spesso ci sminuiamo, non ci soffermiamo su quante caratteristiche virtuose possediamo e su come queste potrebbero essere un reale valore aggiunto per il nostro lavoro e per le persone che lavorano con noi. E purtroppo, una consapevolezza insufficiente del proprio valore è anche indice di scarsa considerazione da parte degli/ delle altr*.

È un pò una profezia che si autoavvera. Se non ricordiamo mai a noi stesse quanto valiamo, probabilmente inizieremo ad assumere comportamenti auto-sabotanti destinati a farci apparire agli occhi degli/ delle altr* proprio come non vorremmo. 

La questione che si pone, quindi, è duplice:

  1. avere piena coscienza delle proprie capacità significa mettersi nella condizione di mostrare anche agli/ alle altr* il proprio valore;
  2.  mostrare agli/ alle altr* il nostro valore ci permette di maturare la sicurezza necessaria per chiedere che i nostri meriti ci vengano riconosciuti.

Anche quando si parla di carriera, di aumento di stipendio, di benefit vale questo discorso. Negoziare significa valutare il proprio valore personale, professionale ed esperienziale, per far sì che questo emerga chiaro agli/ alle altr*. 

Sono consapevole dell’idea diffusa che per un’azienda contino solo il profitto e il risparmio di risorse, ma non è proprio così. Ci sono tantissime realtà pronte a riconoscere le persone che lavorano con serietà e dedizione, ma è importante agire sulla percezione delle proprie capacità per far sì che emergano nel modo giusto, al momento giusto!

Lavora sulla paura del “no”

Appurato il fatto che chiedere è il primo passo per ottenere ciò che si vuole, bisogna scendere a fatti ed evidenziare che non è sempre tutto così lineare.

Dietro a una mancata richiesta, pur esistendo la consapevolezza di ciò che si merita, spesso si nasconde la paura di sentirsi dire di “no” e di essere giudicate per la propria domanda. Si tratta di un timore diffuso che è una delle cause principali per cui in molti casi si getta la spugna ancor prima di averci provato.

Quando la paura ci ingabbia, che si tratti di negoziare lo stipendio o di qualsiasi richiesta, è importante capire che cosa davvero ci spaventa o ci blocca. E quindi quali sono i pensieri che stanno sabotando i nostri obiettivi.

Che cosa ti fa sentire in ansia rispetto alla tua richiesta?

Ti stai sottovalutando e pensi di non meritare un aumento? In pratica credi di non possedere abbastanza talento, capacità, competenze.

Oppure, hai paura di sembrare presuntuosa? Troppo pretenziosa? Magari hai addirittura timore di parlare di soldi perché “il tuo lavoro devi farlo bene a prescindere”.

Tutti questi pensieri nutrono due delle paure più grandi che sperimentiamo: rifiuto e giudizio.

Abbiamo paura di chiedere perché temiamo il rifiuto. Temiamo il rifiuto perché abbiamo paura di essere giudicate e di vivere l’imbarazzo del “no”.
Un cane che si morde la coda e che mette in allarme la nostra autostima.

Ma prova a vederla da un’altra prospettiva.

Ricevere un “no” a una proposta non significa ricevere un “no” alla propria persona. Ci sono circostanze che non permettono di accordare le nostre richieste, anche quando queste sono lecite e valide; ciò però non significa che l’argomento sia fuori discussione per sempre.

Nel frattempo, ci saremo date la possibilità concreta di muovere un primo passo verso il cambiamento e di dimostrare a noi stesse che teniamo alle nostre ambizioni molto di più di quanto ci interessiamo a un (ipotetico) giudizio altrui. 

Considera altre cose da negoziare, oltre all’aumento di stipendio

Puoi negoziare più del tuo stipendio. Questa è una consapevolezza importante da assumere.

Spesso pensiamo al successo professionale in funzione del guadagno, ma quante volte ci soffermiamo davvero per pensare a quanto vale per noi il denaro?

Sappiamo che i soldi sono essenziali per vivere, eppure capita che ad un aumento di stipendio non corrisponda un reale miglioramento della propria vita e della serenità che si prova. Capita infatti di fissare obiettivi professionali che non sono davvero in linea con noi e i nostri valori.

Ci sono poi casi in cui il guadagno rientra davvero fra i propri valori, ma la retribuzione non è proprio negoziabile.

In entrambi i casi, a esigenze diverse corrisponde una soluzione quasi univoca: negoziare altro, oltre lo stipendio.

A parte il denaro, ecco alcune cose su cui è possibile trattare e che potrebbero dare un boost alla tua soddisfazione sul lavoro:

  • orario e luogo di lavoro, per avere più tempo da dedicare ad altre attività che ti appassionano;
  • formazione, per contribuire alla tua crescita, acquisire nuove conoscenze e sviluppare competenze. Tutte cose utili anche in vista di un cambio di lavoro o di azienda;
  • servizi di sostegno alla famiglia, come un contributo per la retta dell’asilo nido, la babysitter o l’erogazione di borse di studio;
  • assistenza sanitaria integrativa, per prenderti cura della tua salute e del tuo benessere.

Come vedi, anche quando la situazione sembra non poter mutare, un cambio di prospettiva può aiutarti a trovare il giusto compromesso tra desiderio e possibilità esistenti!

conclusioni

Abbiamo visto come negoziare lo stipendio non riguardi semplicemente l’atto di chiedere al proprio datore di lavoro un aumento. Dietro a tale richiesta si celano tanti aspetti personali che devono essere tenuti in considerazione e, laddove ce ne fosse bisogno, gestiti e maturati. La consapevolezza del proprio valore, il bilancio di competenze, la capacità di superare la paura di ricevere un no e di cambiare prospettiva sono alcuni dei fattori su cui concentrarsi maggiormente. Se anche tu desideri iniziare un percorso di crescita che parte dalla consapevolezza di te, delle tue potenzialità e dei tuoi valori per emergere nel tuo contesto professionale, scopri i miei percorsi di coaching per donne!

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Ciao, sono Rosy e sono una Career & Business Coach specializzata in empowerment femminile, membro e coach accreditata dell’International Coaching Federation. Mi occupo di Women Empowerment Coaching, percorsi di coaching per donne professioniste, dedicati all’empowerment femminile, allo sviluppo di carriera e alla leadership femminile, e di Performance & Business Coaching, percorsi di coaching per aziende pensati per facilitare la leadership femminile.

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